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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

ISOLAMENTO vs COLLABORAZIONE

A volte ci si trova a pensare che, chiusi nelle le nostre aule, lavoriamo secondo un modello industriale che ci vincola alla nostra postazione, e ci spinge a produrre il lavoro migliore al prezzo più competitivo.

E ci si rammarica di fronte alla consapevolezza che non abbiamo peso nelle riforme che si susseguono, che siamo sostituibili, con competenze di base che si danno per scontate e senza la valorizzazione di ciò che portiamo, che è personale ed unico.

Quante volte, nel nostro isolamento e forzato egualitarismo, coltiviamo una forma perversa di auto-censura?

Impediamo, a noi stessi e all’insegnamento, di raggiungere una vera professionalità che in altri lavori è garantita.
Che senso avrebbe, in altre professioni, tenere nascosti i propri successi all’intera comunità? Perché noi, invece, passiamo il tempo a parlare della dirigenza, degli alunni e delle loro famiglie, senza mai parlare dei nostri successi?

Una carriera in cui ogni insegnante è uguale a qualsiasi altro, in cui il primo giorno di lavoro è uguale all’ultimo, è una carriera?

Ricordate l’anomia di Durkheim? Quel senso di solitudine che deriva dalla mancanza di interazioni di qualità, e che si manifesta nella depersonalizzazione? Che per noi insegnanti si traduce in una scuola subita o consumata, ma non vissuta?

La distanza sociale tra il Ministero dell’istruzione, i dirigenti e gli insegnanti diventa fondamentale nel tracciare i tratti dell’anomia in cui operiamo. Quali tra le entità nazionali ed internazionali che danno direttive all’educazione sono davvero accessibili al dialogo?

Chi è a capo di queste istituzioni è inaccessibile ed i dirigenti sono spesso così preoccupati ad assicurare una gestione organizzativa complessa - in cui preservare lo status quo sembra la riuscita ottimale - che gli insegnanti rimangono alla base di una piramide di decisioni troppo spesso calate dall’alto e senza consultazione. Formazione degli insegnanti, programmi ministeriali, struttura degli indirizzi…

Ma la comunità della scuola è davvero una comunità?

Cosa dovrebbe accadere per formare una nostra comunità professionale e rigenerare, all’interno di essa, la nostra identità?

Elimina l’isolamento, combatte lo stress, previene il burnout…:

La collaborazione!

Anche il solo il mutuo aiuto mitiga gli effetti dell’isolamento.

Il mutuo aiuto non richiede che gli insegnanti condividano valori sull’insegnare e l’apprendere, il che significa che è facile che si verifichi anche in ambienti in cui il sistema di valori è estremamente variegato.

Se, però, è l’unica risorsa per combattere l’isolamento, questo livello di collaborazione sociale ed intellettuale appare piuttosto superficiale, ed evidenzia il fatto che la scuola non ha trovato una sua filosofia.

Anche il messaggio dato a studenti e genitori ne risente, rimanendo variegato, ed in molti casi contraddittorio.

Un livello superiore di collaborazione è caratterizzato da un mutuo apprendimento, dalla discussione sia sulle pratiche dell’insegnamento in classe, sia sui risultati ottenuti. A questo livello si condividono sia i piani delle lezioni al di là delle singole discipline, sia lo scopo comune da ottenere con gli studenti.

Collegialmente si focalizza meno sulle storie di classe – cosa ha combinato Francesco oggi… - e più su attività future che possono supportare l’insegnamento e l’apprendimento.

Gli insegnanti investono più tempo personale e professionalità nel creare le esperienze che supportano gli sforzi individuali che nel dedicare interesse all'esperienza collegiale. Eppure l’esperienza collegiale dà alla scuola una uniformità di intenti – che si rendono evidenti anche a studenti e genitori - su cui si può radicare una collaborazione – sociale ed intellettuale - superiore, ossia uno sviluppo comune e compartecipato.

In questo livello superiore di collaborazione gli insegnanti si impegnano a prendere decisioni comuni per risolvere i propri problemi pratici. Ci si chiama l’un l’altro per discutere nuove idee o programmi che possono aiutare a migliorare la pratica dell’insegnamento e dell’apprendimento. Le finalità non attengono, di solito, a fini specifici, ma alle esperienze ed agli interessi comuni a tutti i membri della scuola.


Cos’è la collaborazione?

  • Creare un buon gruppo di lavoro

  • L’ascolto

  • L’autovalutazione

Come fare?

A chi il compito?

  • Il ruolo della dirigenza

  • Il ruolo dell'insegnante

  • Cos’è una lesson study?

  • Gruppo di riflessione pratica


I documenti contenuti in questa rubrica sono informativi e non intendono, in alcun modo, rimpiazzare cure mediche professionali. Pertanto non possono, e non devono, essere usati come base di diagnosi o scelta di trattamento.

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