"La scuola è mia e me l’abbellisco io"

 

Prot. n. 1904/A1

Roma 4 giugno 1998

 

Oggetto: trasmissione di un documento concernente proposte operative per le istituzioni dell’autonomia "La scuola è mia e me l’abbellisco io".

 

Nel trasmettere l’unito documento prot. 1903/A1 del 4 giugno 1998, si pregano i Provveditori agli studi di voler curare una capillare diffusione dello stesso presso le singole istituzioni scolastiche perché queste possano valutare, attraverso i propri organi collegiali., l’ adesione alla proposta.

 

IL CAPO DELL’ISPETTORATO

LUIGI CALCERANO

 

 

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Ispettorato per l’Educazione Fisica e Sportiva

Coordinamento e gestione delle attività per gli studenti ex D.M. 114 del 9.3.98

 

Prot. n. 1903/A1 4 giugno 1998

 

Oggetto: Proposte operative per le istituzioni dell’autonomia: "La scuola è mia e me l’abbellisco io" .

 

L’applicazione dell’art.21 della L. 15 marzo 1997 n.59 postula che ogni scuola, tramite l’autonomia, persegua  la massima flessibilità e tempestività d’iniziativa, la valorizzazione delle risorse locali e, insieme, la riconoscibilità della dimensione europea, nazionale e locale. Una tale innovazione si giova di tutti gli orientamenti, gli indirizzi, le indicazioni e le proposte che possono venire dall’Amministrazione centrale e dagli esperti da essa coinvolti.

La presente è una proposta operativa offerta alla libera adesione delle singole scuole ed è stata denominata "La scuola è mia e me l’abbellisco io".

Le scuole sono spesso luoghi non certo gradevoli per chi vi trascorre gran parte del suo tempo, soprattutto per i giovani che le frequentano in anni importanti per la loro formazione sia culturale che umana. L’atteggiamento di estraneità e/o mancanza di affezione al luogo-scuola può determinare relazioni di negatività con esso che non aiutano a viverci bene e può anche ingenerare atteggiamenti distruttivi, spesso di fatto verificati.

Tra le tante strategie di reazione a tali comportamenti le scuole potranno proporsi di modificare le sensazioni di relazione negativa con l’ambiente scuola valorizzando quelle di relazione positiva. In tal modo si possono indurre nei giovani, e non solo, trasformazioni positive anche sul piano culturale, a partire dal rispetto per ciò che è patrimonio comune e che per questo non deve essere maltrattato, imbrattato o distrutto .

Per raggiungere questo fine una proposta operativa praticabile è quella di far lavorare gli studenti alla progettazione e realizzazione di trasformazioni degli ambienti scolastici in luoghi più ameni e gradevoli, in cui è piacevole lavorare, vivere e costruire le basi del proprio futuro.

Naturalmente questo non deve essere inteso come una deresponsabilizzazione istituzionale dagli sforzi anche finanziari necessari per offrire a tutti gli studenti quanto è loro diritto pretendere.

Una pista di intervento possibile prevede:

1 Una indagine sulle emozioni di relazione con l’ambiente scuola

Si propone ad ogni scuola di elaborare una propria strategia di stimolo e rilevazione.

L’approccio dovrebbe consentire un tentativo, sia pur imperfetto e grossolano di scandagliare le interrelazioni esistenti tra studenti e scuola. Una opportunità sarebbe quella di proporlo all’inizio ed alla fine dell’intervento.

2 Indagine sugli ambienti scolastici

Prevede un servizio fotografico o filmato e rilievi dei vari ambienti.

Sono possibili discussioni o .brainstorming sui vari ambienti scolastici e agli aspetti piacevoli o spiacevoli di ognuno.

3 Progettazione di trasformazioni

Gli studenti, divisi per classi o gruppi studiano come riprogettare, ristrutturare o recuperare i vari ambienti sulla base delle indagini svolte ed allestiscono mostre sui lavori svolti.

4 Realizzazione di progetti

Le progettazioni dei ragazzi costituiscono da sole un cimento ed un confronto con la realtà. Importante anche la plausibilità della dimensione economica degli interventi.

Sarà possibile, nei limiti consentiti dal Consiglio d’Istituto, l’affresco con scritte e murales dei muri esterni della scuola.

Ogni scuola sceglierà, nella maniera che riterrà più opportuna, coinvolgendo le varie componenti scolastiche, il progetto più consono, lo finanzierà o, comunque ne autorizzerà la realizzazione da parte degli studenti.

5 Rilevazione della portata delle realizzazioni

Prevede un servizio fotografico o filmato e rilievi dei vari ambienti.

6 Rilascio di un attestato di eccellenza.

La documentazione sulle realizzazioni dovrà essere inviata al competente Provveditore agli studi entro il 1 maggio 1999.

Le migliori realizzazioni, qualunque sia stata il procedimento per ottenerle, saranno valutate da una commissione paritetica nominata dal Provveditore e dalla Consulta Provinciale degli studenti.

La valutazione sarà effettuata tenendo presenti due criteri: il risultato in assoluto, il differenziale con la situazione della scuola precedente all’intervento quale risulta dagli esiti della fase 2. , ed otterranno un attestato d’eccellenza.

Le commissioni potranno procedere a visite alle scuole, in particolare per i casi dubbi.

In attuazione del protocollo d’intesa siglato tra Ispettorato e Federcalcio il 9.4.1998 nonché del protocollo stipulato tra Ispettorato educazione fisica e sportiva - Coordinamento delle attività per gli studenti, Federcalcio, Lega Calcio, Federazione Italiana Tempo Libero, Federazione Italiana Sport Disabili per l’organizzazione dell’iniziativa "Scuola e Calcio in Stadi Aperti" la Lega Calcio, condividendo gli obiettivi della presente proposta si è impegnata a premiare la scuola prima classificata in ogni provincia con 5 tessere di accesso gratuito allo stadio della squadra più vicina impegnata nel campionato della massima divisione o di serie B.

Le tessere consentiranno l’accesso a posti in tribuna.